Galleria "Celeste" del palazzo ducale dei Castromediano

Fabbrica del XVII secolo, la Galleria del Palazzo Ducale dei Castromediano fu ampliata da Francesco Castromediano Sanseverino dopo il matrimonio con Beatrice Acquaviva d’Aragona. Eliminata la tettoia con cui era originariamente coperta, il marchese Castromediano costruì la parte superiore, che si conclude in alto con una serie di volte a stella i cui peducci poggiano su un cornicione riccamente ornato. Nel cielo della grande sala splendono gli affreschi di Francesco Florio che rappresentano la dodici costellazioni. La Galleria è poi abbellita da quindici statue opera dello scultore palermitano Carlo Aprile e dei suoi discepoli

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Descrizione

Monumento

Fabbrica del XVII secolo, la Galleria del Palazzo Ducale dei Castromediano fu ampliata da Francesco Castromediano Sanseverino dopo il matrimonio con Beatrice Acquaviva d’Aragona. Eliminata la tettoia con cui era originariamente coperta, il marchese Castromediano costruì la parte superiore, che si conclude in alto con una serie di volte a stella i cui peducci poggiano su un cornicione riccamente ornato. Nel cielo della grande sala splendono gli affreschi di Francesco Florio che rappresentano la dodici costellazioni. La Galleria è poi abbellita da quindici statue opera dello scultore palermitano Carlo Aprile e dei suoi discepoli, dell’altezza di circa due metri ognuna e che rappresentano le Virtù. Sui lati corti della sala, le statue che ritraggono allegoricamente Enea che regge sulle spalle il padre Anchise che, a sua volta, ha sulle spalle il figlio di Enea, Ascanio. Sui cornicioni trovano poi collocazione i busti dei Castromediano. Da bene privato, sul finire degli anni Settanta la Galleria fu venduta alla Provincia di Lecce. In quell’occasione la lungimiranza dell’On. Gaetano Gorgoni, all’epoca Assessore Provinciale alla Cultura, fu tale da fargli rifiutare la donazione dell’immobile da parte di Mario Greco Casotti, suo parente, preferendone la vendita alla Provincia per un prezzo esiguo, intravedendo in tale scelta la possibilità di una pubblica fruibilità futura. Con l’avvento dell’Amministrazione Ria, la Provincia procedette ai lavori di consolidamento statico della struttura, preservando così la vita di questo splendido monumento per lunghi anni rimasto nell’abbandono e nell’incuria e proseguendoli poi con la successiva Amministrazione Pellegrino, sotto la quale la Galleria venne ceduta in comodato per ventinove anni al Comune di Cavallino. Nel luglio 2014 la Provincia di Lecce ha trasferito la Galleria a titolo gratuito al Comune di Cavallino.

Modalità di accesso

Possibilità di accesso con ascensore.

Indirizzo

Punti di contatto

Ufficio Cultura

- telefono:
0832.617210

Ulteriori informazioni

Possibilità di prenotazione di visite guidate.

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