Descrizione
Penultimo spettacolo in cartellone della Stagione Teatrale 2026 del Teatro Comunale «Il Ducale» di Cavallino, siglata dall’Amministrazione Comunale. Venerdì 17 aprile è in programma lo spettacolo Culacchi, da feisbuc ai giorni nostri di e con Marco Antonio Romano, con accompagnamento musicale di Dario Cota. Porta ore 20.30, sipario ore 21.00. Ingresso 10 euro. Lo spettacolo, come il libro, è una selezione dei più riusciti e significativi post scritti dallo stesso Attore sul noto social Feisbuc tra il 2017 e il 2020. Ripercorrendo a ritroso nel tempo i post, dai più recenti a quelli più antichi, nel corso dello Spettacolo l’autore propone i pezzi più accattivanti, interpretando brani comici, ironici, divertenti, in prosa e poesia, interagendo spesso col pubblico e concedendosi un approccio immediato e senza filtri con la platea. Il racconto è quello di episodi di vita, vicende personali o riflessioni di carattere generale passate al Fuoco della lente dell’ironia, narrate con stile letterario e linguaggi contaminati, a metà tra il realismo e il Paradosso della finzione letteraria. Due ore di sana comicità, a cui non mancano momenti di approfondimento serio e genuina Riflessione. L’accompagnamento musicale è affidato all’estro del maestro Dario Cota alla tastiera. Cos’è un culacchio? Il termine culacchio indica un gustoso raccontino, a metà fra il pettegolezzo e la notizia, fra il Faceto e il perturbante, che i salentini usano scambiarsi in situazioni di confidenza. L’immagine più caratteristica collegata a questo termine è quella dei nostri anziani di qualche Decennio fa, quando ancora il televisore non era elettrodomestico diffuso e il racconto, la Chiacchiera erano l’intrattenimento preferito e più alla portata. Alle prese con lo scirocco nelle sere d’estate o davanti al braciere in quelle invernali dispensavano Culacchi, storie, episodi recenti o di un tempo passato ma ancora vivi nella memoria, ai nipoti Accoccolati ai loro piedi. Qualcuno dice che il termine culacchio indicasse, in origine, la rimanenza di un mattone squadrato A misura dall’abile muratore di turno. Ma qui le etimologie divergono e si perdono nella notte dei Tempi e assumono esse stesse il tono del culacchio. Nel dubbio, a noi non resta che dare seguito all’opera, restare cantori di storie, storielle scherzose o Massimi sistemi che siano. Insomma, fare del culacchio una filosofia di vita.